FAQ - Benchmark

04. L’investimento in Benchmark Certificate con sottostante un indice azionario prevede il pagamento di dividendi?

No. Se il sottostante di un Benchmark Certificate è un indice azionario, come ad esempio l’S&P/MIB o l’S&P500, il valore attuale dei dividendi non viene pagato, ma viene riconosciuto implicitamente all’investitore al momento dell’acquisto. Il prezzo a cui viene negoziato il Certificato è inferiore al livello dell’indice azionario sottostante di un ammontare corrispondente al flusso di dividendi che il mercato si attende saranno pagati dalle società che compongono l’indice, prima della scadenza del Certificato. In altre parole, i dividendi vengono incassati al momento dell’acquisto del Benchmark sotto forma di sconto, mentre nelle date di stacco dei dividendi il prezzo del Certificato non risente della corrispondente riduzione del valore dell’indice, a parità di altre condizioni.

05. Che differenza c’è tra un Benchmark Certificate e un ETF?

Sia i Certificati sia gli Exchange Traded Funds (ETF) sono strumenti che permettono di realizzare un investimento legato ad un’attività finanziaria o reale, il cosiddetto sottostante, ma differiscono per diversi aspetti.
– A differenza degli ETF, i Certificati non distribuiscono i dividendi;
– mentre gli ETF hanno un patrimonio separato da quello dell’emittente, caratteristica che rappresenta una garanzia in caso di fallimento dell’emittente, i Certificati sono soggetti al rischio di default dell’emittente;
– a differenza degli ETF, che non prevedono una scadenza, i Certificati generalmente hanno una scadenza che una volta raggiunta determina l’esercizio automatico da parte dell’emittente ed il pagamento dell’importo di liquidazione;
– a differenza degli ETF, i Certificati non sono soggetti a costi di gestione;
– i Certificati, a qualunque tipologia appartengano, sono tassati al 12,50%, mentre gli ETF sono soggetti ad una tassazione differente a seconda della loro natura: ad esempio, i fondi cosiddetti “armonizzati”, ossia conformi alle direttive europee, sono soggetti ad un’aliquota del 12,50% mentre i fondi “non armonizzati” sono tassati con aliquota differente.

Per sapere che cosa sono i Certificati e gli ETF, per approfondire la tassazione relativa ai Certificati e le conseguenze del rischio default dell’emittente, vai alla sezione Domande generali e leggi le risposte alle domande 2, 10, 13, 26 e 27. Per sapere come mai l’investimento in Benchmark Certificate con sottostante un indice azionario non prevede il pagamento di dividendi, vai alla domanda 4.

07. Come si calcola la perdita massima a scadenza di un investimento in un Aletti Benchmark Certificate?

La perdita massima dipende dal prezzo di acquisto e dalla somma minima rimborsata dal Certificato a scadenza.
Ad esempio, se hai acquistato un lotto minimo di Benchmark Certificate al prezzo di 200 Euro, l’importo minimo che puoi ottenere dipende da quanto è elevata la performance negativa che il sottostante fa registrare a scadenza.
Ad esempio, se il sottostante all’emissione vale 20.000 e a scadenza registra una performance negativa del 50% e vale 10.000, per un Multiplo del 0,0001 la tua perdita sarà così calcolata:
(10.000* 0,0001) * 100 = 100 Euro
A fronte di una perdita del sottostante del 50%, il Certificato realizza una perdita equivalente. Nell’ipotesi remota di azzeramento del valore del sottostante a scadenza, la tua perdita sarà pari all’intero capitale investito.

Se non sai che cosa s’intende con lotto minimo, vai alla risposta alla domanda 6.

08. Come si calcola il guadagno massimo a scadenza di un investimento in un Aletti Benchmark Certificate?

Il guadagno massimo dipende dal prezzo di acquisto e dal rialzo del sottostante e può essere potenzialmente illimitato. Ad esempio, se hai acquistato un lotto minimo di Benchmark Certificate al prezzo di 200 Euro, l’importo massimo che puoi ottenere dipende da quanto è elevata la performance positiva che il sottostante fa registrare a scadenza.
Ad esempio, se il sottostante all’emissione vale 20.000 e a scadenza registra una performance positiva del 50% e vale 30.000, per un Multiplo del 0,0001 il tuo guadagno sarà così calcolato:
(30.000* 0,0001) * 100 = 300 Euro
A fronte di un guadagno del sottostante del 50%, il Certificato realizza un guadagno equivalente.

09. Quali sono i principali fattori di mercato che influenzano il valore di un Certificato Benchmark Certificate?

Il valore di un Benchmark Certificate è determinato dal valore del sottostante, dal tasso di interesse di riferimento dell’area valutaria del sottostante, dalla stima dei dividendi futuri del sottostante e dal tempo mancante alla data di scadenza. Di tutte queste variabili, quella che ha l’impatto maggiore è il valore del sottostante: considerato separatamente e a parità di ogni altra condizione, l’aumento del valore del sottostante determina un aumento del valore del Certificato. Il valore dei Benchmark Certificate non è influenzato dalla volatilità del sottostante.

10. Le attese sullo stacco di dividendi da parte di un titolo incide sul valore di un Benchmark Certificate?

Sì, i dividendi attesi sulle azioni componenti l’indice sottostante influenzano il valore del Certificato.
In ogni istante, il valore di un Benchmark Certificate sconta il valore stimato dei dividendi che ci si aspetta saranno pagati dai titoli componenti l’indice azionario sottostante, nel periodo intercorrente tra quell’istante e la scadenza.
Quando le attese variano, ad esempio in concomitanza con la comunicazione di una revisione del piano di pagamento dei dividendi da parte della società emittente il titolo sottostante, l’effetto che si produce sul valore del Certificato è positivo nel caso di una revisione al ribasso, negativo nel caso di una revisione al rialzo.

Per sapere come mai l’investimento in Benchmark Certificate con sottostante un indice azionario non prevede il pagamento di dividendi, vai alla domanda 4.

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